Stefano Terra (Torino 1917 – Roma 1986), pseudonimo di Giulio Tavernari, fu scrittore, giornalista e poeta. All’età di quindici anni iniziò a lavorare in fabbrica e nel ’41 disertò dal fronte greco-albanese rifugiandosi al Cairo dove pubblicò i primi racconti e il romanzo La generazione che non perdona (1942) con il gruppo di esuli di Giustizia e Libertà. Tornato in Italia in seguito alla Liberazione, dopo una breve parentesi come collaboratore del “Politecnico” di Vittorini, decise di espatriare non sopportando il “mandarinismo” dell’intellighenzia italiana: fu corrispondente per il “Sempre Avanti!”, “La Stampa” e la Rai, vivendo a lungo nei Balcani e in alcune regioni dell’Asia mediterranea. Tra le sue opere più apprezzate in vita ricordiamo Alessandra (Premio Campiello 1974) e Le porte di ferro (Premio Viareggio 1980).

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