Sandro De Feo (Modugno 1905 – Roma 1968) trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra la Puglia e la Calabria. Trasferitosi a Roma, si laurea in giurisprudenza seguendo una consolidata tradizione familiare. Assiduo frequentatore dei caffè di via Veneto e del Caffè Aragno, ritrovo capitolino di letterati e pittori, diventa amico e collega di Vitaliano Brancati, Ercole Patti ed Ennio Flaiano, con cui forma l’affiatato gruppo de “Il Mondo” di Mario Pannunzio.
Collabora con il “Corriere della Sera” fino al 1955; per “Il Messaggero” segue il cinema e per molti anni è critico teatrale de “L’Espresso”. Sceneggiatore per la Cines di Emilio Cecchi, scrive per importanti registi tra cui Roberto Rossellini, Mario Soldati e Carlo Lizzani. Con Gli inganni (Longanesi, 1962) fa il suo esordio nella narrativa. I cattivi pensieri (Garzanti, 1967) entra nella cinquina del premio Strega.

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