Brianna Carafa (Roma, 1924-1978) discende da una nobile famiglia napoletana. Di madre polacca, cresce in un ambiente raffinato aperto ai più importanti influssi culturali europei e popolato da figure femminili forti ed emancipate. A Roma studia architettura e psicologia, divenendo infine psicanalista.

Entrata a far parte del gruppo di poeti e intellettuali che si riuniscono intorno alla figura di Angelo Maria Ripellino, nel 1957 pubblica il volume Poesie (Carucci) e nello stesso anno escono sulla rivista Botteghe Oscure i racconti “La porta di carta” e “Il sordo”. Con la casa editrice Einaudi pubblica i suoi unici due romanzi: La vita involontaria, finalista al Premio Strega nel 1975, e Il ponte nel deserto, uscito nel 1978 poco dopo la sua prematura morte.

 

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